Nella giornata del 20 maggio 2019 è stato possibile assistere a una conferenza con Paola Mammini, celebre sceneggiatrice italiana che ha dato un enorme contributo per la produzione di grandi film e serie tv, tra cui “Perfetti sconosciuti”, “Succede”, “Agrodolce”, “I Cesaroni” .

Mammini sin da subito mette in chiaro quelle che sono le dinamiche che regolano il business del cinema, prendendo come esempio la sua personalissima esperienza prima da attrice, in seguito da sceneggiatrice. Racconta dei suoi studi dapprima in una scuola di recitazione, in cui però scopre la sua vera vocazione una volta resasi conto che la risata del pubblico non era scaturita dalla figura dell’attore in sé, bensì dall’autore di queste. Inizia quindi a frequentare il corso di sceneggiatura gratuito indetto dalla Rai che la porta al suo primo ingaggio da sceneggiatrice in una serie televisiva. Non si può negare che anche in questo mestiere, alti e bassi siano all’ordine del giorno. Un giorno come un altro, infatti, la sceneggiatrice ci testimonia come più di 400 impiegati siano stati licenziati in tronco e, a distanza di anni, ancora nessuna traccia di un’eventuale liquidazione. Gli anni successivi non furono sicuramente una passeggiata ma, come più volte da lei ribadito, la chiave è insistere e mai dare forfait. La svolta arriva quando, dopo aver consegnato l’ennesimo scritto ad un produttore, riceve la proposta di presentare il suo libro a Paolo Genovese. Non verrà mai convertito in un film, ma questo episodio segna una svolta nella vita di Mammini. La sua esperienza in questo ambito, legittimamente oscura ai più, è stata però di grande aiuto per le domande a lei poste, che hanno riscontrato sempre spunti coerenti e davvero utili. “Originalità o sincerità?”. Sono numerose le proposte che ogni giorno si vede recapitare, ma veramente minime quelle che hanno potenzialità di essere messe sul grande schermo. E allora cosa distingue questa piccola élite di soggetti? In questo caso specifico ciò che cozza con il gusto personale, molto soggettivo, è l’opinione obiettiva del produttore, che è in grado di rispecchiare il desiderio del pubblico per un maggior numero di incassi. Situazioni improbabili e inverosimili, con dialoghi fuori dal mondo raramente portano ad un consenso del pubblico, la miglior soluzione è sempre attingere il più possibile dalle emozioni umane e dalla realtà che ci circonda, per portare lo spettatore ad una possibile immedesimazione. “Perfetti sconosciuti” è veramente il caso più eclatante ed evidente, incassi da record per un film girato in una stanza, privo di effetti speciali o conflitti che sfociano nella violenza, ma colmo di realtà ed emozioni umane trasmesse col il mezzo più potente che l’uomo possiede: la parola.

Balducci Carlotta, Foschini Andrea, Masetti Federica, Morinello M. Jacqueline L.

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