Il 16 maggio Umberto Contarello, attraverso la storia di suo padre e della sua famiglia, ha raccontato quello che per lui la scrittura cinematografica e teatrale rappresenta.


Lo scenografo ha manifestato di non voler più comporre storie, ma “poesie“, dove i fatti si susseguono come una serie di immagini non necessariamente legate da relazioni di causa ed effetto.
Contarello ha inoltre dichiarato di scrivere di sé indipendentemente dai fatti narrati e dai personaggi protagonisti, senza variare a causa del pubblico.

Dorina Shermadhi, Caterina Spada, Martina Bombardi

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