Cosa succederebbe se la sottile linea tra vita e morte scomparisse e le anime continuassero a errare per la terra anche dopo la dipartita del corpo? Andrea Gentile prova a raccontarcelo col suo ultimo libro I vivi e i morti.

Il caldo e arido sud è l’ambientazione di questo romanzo, in particolare siamo a Masserie di Cristo, piccolo paesino dove vivi e morti convivono liberamente e il tempo sembra non esistere. Come si intrecciano le vite e non più vite dei personaggi, si mescolano anche le varie storie raccontate dall’autore. Le vicende spaziano da quella di Tebaldo, che costringe la figlia Italia a ucciderlo provocando la punizione della madre, a quella di un cupo e disperato carceriere che trova sollievo dalle ingiuste pene che infligge mediante lettere che scrive a se stesso. A fare da sfondo ci sono la scomparsa di Assuntina e lo scontro tra i due gruppi che abitano la città. In un mondo in cui inizio e fine non hanno alcuna distinzione e non esistono razionalità e ragione, Gentile ci ricorda che l’unico vero discriminante della vita è la pazzia intrinseca in ogni anima.

BIOGRAFIA DELL’AUTORE

Nasce ad Isernia il 16 gennaio 1985 ma ora vive a Milano. E’ scrittore e direttore editoriale de Il Saggiatore ma anche autore dei romanzi Impero familiare delle tenebre future (2012), Volevo tutto: la Vita nuova (2014) e infine I vivi e i morti (2018).

Balducci Carlotta, Foschini Andrea, Masetti Federica, Morinello M. Jacqueline L.

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